Legalità nella filiera: il modello etico di Coop Torna alla pagina La filiera Coop che tutela i diritti in tutte le fasi Non ci limitiamo a scegliere i fornitori: scegliamo il rispetto, la giustizia, la trasparenza. Perché un buon prodotto comincia da chi lo coltiva, con diritti e tutele garantiti. Codice etico e impegni dei fornitori Coop chiede a tutti i fornitori di Prodotto a marchio e, nell’ortofrutta anche ai fornitori di prodotto non a marchio, la sottoscrizione e accettazione di un codice di comportamento etico che contempla impegni sul rispetto dei diritti dei lavoratori. Si tratta di linee guida basate sui principi degli standard SA8000, per la quale Coop è stata la prima azienda italiana e europea ad ottenere la certificazione (ottava nel mondo). A questi si aggiungono i principi dell’ILO e di Empowerment Femminile delle Nazioni Unite. Temi come lavoro infantile e minorile, lavoro coatto, discriminazione di genere, razza e religione, norme per la salute e la sicurezza, condizioni dell’ambiente lavorativo, libertà di associazione, contratto, stipendio ed orario di lavoro sono al centro del codice. I fornitori che scelgono di lavorare con Coop si impegnano a rispettare e far rispettare questi diritti lungo tutte le filiere interessate e ad accettare audit lungo tutta la filiera produttiva. La non adesione comporta l’esclusione del fornitore, essendo parte integrante del Contratto Regolamentare. Controlli, audit e filiera di qualità Non si tratta solo di controllare che tutto sia in regola. Il sistema di audit adottato da Coop ha l’obiettivo più ampio e ambizioso di prevenire gli abusi, agendo prima che si verifichino situazioni critiche lungo la filiera.Gli audit vengono condotti in modo rigoroso e strutturato e includono visite in azienda, anche non preannunciate, interviste anonime ai lavoratori, per far emergere eventuali criticità senza pressioni, raccolta di informazioni da attori del territorio, come sindacati, ONG o enti locali.Oltre al rispetto formale dei requisiti, Coop monitora le condizioni reali di lavoro, con un focus specifico su aspetti come orari, retribuzioni, sicurezza e benessere del personale. Grazie a un sistema di analisi del rischio, Coop individua le aree più vulnerabili, valutando elementi come:l’area geografica di produzione,la durata e l’intensità della stagionalità,le modalità di raccolta,eventuali tensioni sui prezzi, che possono aumentare la pressione sui lavoratori.Ad oggi sono 13 le filiere ortofrutticole classificate come ad “alto rischio”: qui i controlli vengono intensificati, sia in frequenza sia in profondità. In queste aree, la filiera viene analizzata con ancora maggiore attenzione, affinché eventuali segnali deboli possano essere raccolti e trasformati in azioni concrete. È una strategia che si fonda sulla prevenzione, per evitare che la ricerca del prezzo più basso si traduca in sfruttamento o illegalità.Questo sistema di controlli non serve solo a verificare che tutto sia in regola, ma spinge anche i fornitori a cambiare mentalità: non basta rispettare le norme, bisogna avere a cuore le persone che lavorano lungo la filiera. Prevenzione, eticità e riconoscimenti Coop presidia il settore agroalimentare con un approccio di filiera, controllando tutti i passaggi dal campo alla tavola e basandosi sull’analisi del rischio e su segnali del territorio, anche se deboli, per agire in un’ottica di prevenzione. La valutazione del rischio si fonda su elementi come area geografica, modalità di raccolta, durata della stagionalità e tensioni sui prezzi, tutti indicatori di una maggiore probabilità di sfruttamento. Su queste aree potenzialmente critiche Coop attua controlli approfonditi per prevenire che imprese “cattive” scaccino quelle buone e che la ricerca del prezzo più basso contrasti i diritti delle persone.Coop Italia non ha mai praticato comportamenti commerciali distorsivi né aste inverse al doppio ribasso. Le azioni di Coop mirano non solo a garantire standard etici, ma anche a promuovere legalità e eticità lungo tutta la filiera.L’impegno etico di Coop è stato riconosciuto: l’ultimo riconoscimento risale al 2020 con il rapporto “Diritti a Scaffali” di Oxfam, che ha confermato Coop come la migliore tra le 5 catene considerate.